Plantare Cadcam sensomotorio

NELLO SPORTIVO

Crampi e dolori a polpacci,ginocchio tibia e anca nella corsa.
Correre o fare jogging è una vera passione che tuttavia può provocare problemi alle ginocchia, dolori alla tibia, dolori al gastrocnemioi, indurimento dei polpacci, infiammazioni al tendine di Achille e dolori alla pianta dei piedi.
Nel peggiore dei casi soffrite già di talalgie e di dolori plantari nella fase di appoggio. La causa di tutti questi disturbi è spesso da ricercare nell’instabilità dell’articolazione della caviglia dovuta a un piede valgo, un piede con arco abbassato, un piede cavo o un piede piatto.
Grazie ad un’accurata valutazione motoria, che consente di riconoscere esattamente i deficit, gli esperti del PLANTARE SENSOMOTORIO® hanno una risposta a tutte le vostre domande.

Delle buone scarpe da corsa da sole spesso non bastano ad evitare una iperpronazione o una supinazione.

I plantari sensomotori personalizzati (plantari attivi) possono invece influenzare in modo mirato le singole fasi del ciclo deambulatorio durante la corsa, rafforzare la muscolatura, diminuire il carico su ginocchia e tendini di Achille, fino addirittura a migliorare le vostre prestazioni sportive.

 PER ALGIE

Prevenire dolori ai piedi e il formicolio ai piedi e gambe. In quanto fondamenta del corpo umano, i piedi si caricano di un enorme lavoro. Per circa il 57% della sua vita, l’essere umano usa i piedi per stare in posizione eretta o per muoversi. Siate sinceri, ci pensate mai? Dovreste farlo. Possibilmente, prima che le vostre ginocchia “si facciano sentire” o che dobbiate fare i conti con una infiammazione al tendine di Achille, crampi ai polpacci,dolori ai muscoli adduttori o formicolii ai piedi.

Il nostro corpo non è un insieme di singole parti isolate le une dalle altre, ma ciascun elemento è collegato all’altro come gli anelli di una catena. Se le fondamenta non sono a posto, le conseguenze si percepiranno nei muscoli e nelle articolazioni soprastanti.
I plantari sensomotori (plantari attivi) vi aiutano a consolidare le fondamenta e a rafforzare la muscolatura, assicurando una posizione corretta delle articolazioni del piede e creando le premesse per un movimento sano: il ginocchio scorre in modo sicuro nella troclea femorale, la pressione sulla rotula si riduce, il carico sulla muscolatura dei polpacci e sul tendine di Achille diminuisce.
NEL BAMBINO
Molti bambini camminano in punta dei piedi quando sono a piedi nudi su un pavimento freddo, o durante i primi passi se cercano di reggersi a mobili. Alcuni bambini lo fanno a volte per divertimento quando mimano gli adulti o inscenano spettacoli di balletto.
Se il vostro bambino ha più di 2 anni e cammina sempre o frequentemente sulle punte dei piedi, deve essere valutato da un pediatra o un´ortopedico.
Qual´è la causa?
Camminare sulle punte ha uno spettro di origini differenti. Può avere un´origine precisa come legamenti troppo corti o avere un´origine idiopatica, senza causa evidente, e di solito viene chiamato “abituale”. Con questa diagnosi la causa ultima è sconosciuta.
Una diagnosi di toe walking idiopatico è fatta dopo avere escluso qualsiasi origine di tipo neuromuscolare o ortopedico (ad esempio problemi nella dorsiflessione del piede o legamenti corti).
Origini come la paralisi celebrale (danni celebrali alla nascita), danni alla colonna vertebrale o malattie paralitico-muscolari come, tra le altre, la distrofia muscolare.Una volta che queste diagnosi sono state escluse rimane solol´origine “sconosciuta” o idiopatica.
Il camminare sulle punte fa la sua prima apparizione quando il bambino impara a camminare. Spesso il bambino è in grado di camminare sulla pianta del piede se incentivato a farlo attraverso prompt (avvisi) verbali.  Ma quando il bambino non sa di essere osservato o è distratto ritorna alla sua postura abituale.Un bambino con toe walking idiopatico può farlo per motivi di iper o ipo sensibilità tattile. Al bambino può non piacere la sensazione delle differenti superfici sotto i suoi piedi nudi causando l’alzamento del tallone in modo da ridurre la superficie della pianta del piede esposta al pavimento.
In questo caso potete vedere che il bambino non ama i vestiti stretti, camminare sulla sabbia o sull´erba, non ama certe trame dei cibi e/o non ama gli input (azioni) vestibolari (relative all’equilibrio) come saltare, dondolare, etc.. Il toe walking idiopatico è spesso famigliare.Un´altra possibilità è una disfunzione nel sistema vestibolare (sensodell´equilibrio) e/o visivo/vestibolare.
Il sistema vestibolare fornisce al cervello il feedback relativo alla posizione e al movimento del corpo, il toe walking può quindi derivare da un tentativo di integrazione, o da una risposta sbagliata, da parte di questi sensi.
Molte volte il camminare sulle punte è associato a ritardi del linguaggio o ad alcune forme di autismo.
E´ quindi importante controllare se il bambino ha ritardi di tipo socio-comunicativo o altri tipi di ritardo nella coordinazione motoria grossa e fine (allacciarsi bottoni, vestirsi, disegnare, etc..).
In questo caso è necessario provvedere ad accertare la diagnosi più appropriata.
Alcuni dottori possono voler condurre un´analisi più approfondita attraverso una elettromiografia (EMG).
Durante questo esame un piccolo ago con un elettrodo è inserito nel muscolo della gamba.
L´elettrodo registra l´attività nervosa dei muscoli.
In altri casi, in cui si sospetti un´origine neurologica è possibile che sia richiesto un elettroencefalogramma (EEG) o una risonanza magnetica funzionale (RMN).
Quali trattamenti?
L´abitudine a camminare sulle punte può risultare in una riduzione della motilità dell´anca e in una riduzine del tendine di Achille.
Questo risulta nella necessità di un ulteriore intervento sotto forma di tutori da portare durante la notte e/o il giorno. Questi tutori spesso includono un supporto removibile che abbraccia caviglia e tallone, spesso di plastica leggera, e che serve a mantenere il piede ad un angolo di 90 gradi.
A seconda dei casi può applicarsi un tutore più rigido (nei casi in cui c´è un ritiro del tendine) attraverso una tecnica denominata serial casting in cui gradualmente si porta il piede nella posizione desiderata.
Nei casi più estremi può essere richiesto un intervento chirurgico per allungare il tendine di Achille.
In casi più lievi un effetto simile può essere ottenuto attraverso scarponcini o simili imbottiti che riducano la sensibilità tattile e al contempo non permettano di arrivare sulle punte dei piedi e/o a terapie di tipo fisico e al giusto supporto educativo.Come ogni abitudine, più a lungo viene portata avanti, più è difficile cambiarla. Per questo motivo è importante che il bambino venga valutato il più precocemente possibile ed inizi subito una terapia fisica.
La terapia fisica per questa problematica inizia con esercizi di stretching e rafforzamento, per poi continuare con esercizi di postura, bilanciamento e se necessario di integrazione sensoriale per ridurre le iper-ipo sensibilità.
La terapia è spesso abinata a un programma educativo casalingo con esercizi ed attività che possono essere integrate in programmi di tipo comportamentale o cognitivo-comportamentale per ridurre il toe walking.